Blow up sul mondo della fotografia
Claudio Filacchioni si occupa di un genere di fotografia spesso sottovalutato o, peggio, snobbato, si tratta delle foto di matrimonio. Claudio ha scelto di mettere nel suo lavoro uno tocco molto personale e invece del classico stile "ingessato", che di solito si usa per immortalare gli sposi, propone servizi in stile reportage per documentare con originalità e professionalità un giorno speciale.
Claudio vive a Roma e ha iniziato a fotografare nel 1980, all'età di 17 anni. Ha viaggiato in tutta Europa, dalla Scandinavia alla Spagna. La sua esperienza professionale , oltre alle foto matrimoniali, è nei settori della moda giovane, reportage, ritratto, sport, attualità.
Come è cambiata la fotografia di matrimonio negli ultimi anni?
Fortunatamente anche in Italia si è cominciato ad apprezzare uno stile naturale e spontaneo,anche se ancora oggi il 70% delle coppie desidera un lavoro classico in posa! Personalmente lavoro in stile reportage non escludendo foto composte e di gruppo se richieste specificatamente dai clienti purtroppo molti fotografi oggi seguendo la tendenza si propongono con uno stile reportage, senza avere alcuna cognizione di ciò che veramente significhi e confondono i clienti con offerte economiche al ribasso.
Che differenza c'è tra un servizio matrimoniale classico ed un reportage matrimoniale?
Grande differenza: nel reportage si racconta l'evento nel massimo della discrezione consentita senza intervenire costruendo immagini non reali, nel classico si segue uno schema personale, o non, dove si costruiscono immagini ad hoc.
Perché secondo te fotografare matrimoni è considerata come una sorta di fotografia di serie b, quando invece, a mio parere, può offrire al fotografo grandi potenzialità?
Perché da sempre è stata considera una fonte di lavoro di ripiego per i fotografi che non trovano altri sbocchi professionali o per chi non è veramente un fotografo e fa matrimoni solo come secondo lavoro, per questi motivi è un settore ancora altamente snobbato da editori, agenzie e corporation (non vogliono rischiare di affidare delle immagini ad un potenziale "impiegato delle poste" che fa matrimoni). Credo che soprattutto all'estero questo sia un settore molto più apprezzato perché ogni lavoro e più regolamentato dalle leggi. All'estero ci sono fotografi che possono chiedere cifre d'ingaggio allo stesso livello di quelli pubblicitari.
Oltre ai matrimoni, ti occupi anche di foto pubblicitarie: in che modo sono diverse le due attività? Quale ti da più soddisfazione dal punto di vista professionale?
Nel settore pubblicitario il cliente è un'azienda o un'agenzia professionale, nel matrimonio il cliente è quasi sempre un privato senza particolare esperienza o conoscenza sul valore del lavoro fotografico realizzato. C'e sempre una grande soddisfazione a realizzare immagini comunicative e non banali.
Hai un grande fotografo a cui ti ispiri?
In tanti anni ho potuto apprezzare molti grandi fotografi, ma in realtà non ce n'è alcuno a cui m'ispiro, grazie alla mia esperienza in molti settori fotografici ho sviluppato uno stile personale. Nell'ambito della fotografia del matrimonio ovviamente Denis Reggie fa scuola.
Quando hai deciso che fotografare sarebbe diventata una professione?
Subito terminata la scuola.
Qual'è stata la tua prima macchina fotografica?
Una Nikon FM
Cosa è per te la fotografia...
Dai 20 anni in poi è stato sempre il mio lavoro ed ad oggi mi sento fortunato a dire che continua ad esserlo. Credo sia una forma d'arte ancora poco compresa che nel tempo ricoprirà sempre più uno spazio nel panorama artistico culturale mondiale.
Un consiglio che vorresti dare ad un giovane fotografo che vuole intraprendere la strada del matrimonialista...
In Italia è altamente sconsigliabile intraprendere questa professione se ci si aspetta buoni guadagni in poco tempo, prevede un costante investimento in attrezzature e in aggiornamenti professionali e di ricerca creativa. Non si tratta di un lavoro qualsiasi, dove lavori 6-8 ore e a fine mese hai uno stipendio, ci sono periodi luminosi e periodi neri bisogna avere veramente una spiccata passione per puntare al 100% su questo mestiere. Purtroppo il 100% dei giovani che mi contattano per lavorare o fare d'assistente al momento che si rendono conto di quale percrso dovranno affrontare mollano.
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