L’intervista: Marco Delogu, filosofo del ritratto

Scritto da: -

delogu.jpg

Marco Delogu , nato a Roma nel 1960, è un raffinato fotografo ma anche editore e attivo nella promozione della cultura fotografica. Il suo nome è legato al Festival Internazionale di Fotografia di Roma, di cui è ideatore e curatore, ma anche ad una attività professionale ricca e variegata. La sua attenzione è legata soprattutto al ritratto come immagine che documenta l'appartenenza ad un gruppo. Uno dei suoi lavori più interessanti fonde l'interesse per il reportage sociale a quello dei volti e racconta attraverso, gli occhi e le rughe di chi l'ha vissuta, la bonifica dell'Agro Pontino degli anni '30.

Quale macchina Fotografica usi abitualmente per scattare?
Ho usato principalmente due macchine: una era una Hasselblad formato quadrato e poi successivamente, ed è quella che uso tutt'ora, un banco ottico 10×12 che mi consente di avere subito la visione di un positivo e negativo. Uso sempre un obiettivo 240mm, che in termini di 35 mm corrisponde ad un 80mm, la pellicola che adopero è sempre a 50 ASA ed anche la carta fotografica per la stampa è sempre la stessa.
Non è un po' limitante usare sempre la stessa impostazione in tutti i tuoi scatti?
Può essere anche il massimo della libertà. Dipende dai punti di vista… io lo considero un po' come il proseguimento tecnico della mia mente.
Tra gli altri hai ritratto detenuti, fantini, cardinali, ma qual è stato il personaggio più difficile da fotografare?
Non c'è stato un personaggio difficile, il segreto è l'approccio. Mi rapporto alla stessa maniera con tutti: io sono sempre lo stesso sia che mi trovi davanti a Gorbaciov che ad un pastore sardo…
Su quale parte del volto ti concentri quando scatti?
Cerco di solito un punto, il più delle volte gli occhi, dal quale la fotografia parte e poi ritorna. Il volto in fondo è la somma di tutta la vita di una persona.

Hai collaborato con Albinati, De Luca, Magrelli, Lodoli: nei lavori che hai fatto con questi scrittori pensi che sia la scrittura che sostenga le foto o viceversa?
Queste collaborazioni sono il massimo della democrazia! All'inizio ho fatto più di un libro dove chiedevo sempre aiuto ai miei amici scrittori. Poi ho pensato che questa cose fosse un po' una debolezza da parte mia e per un periodo ho interrotto queste collaborazioni, le ho riprese quando sono arrivato alla conclusione che ogni scritto potesse viaggiare autonomamente rispetto alle immagini e viceversa e la loro somma potesse dare vita ad una cosa totalmente diversa.
Dirigi il Festival di Fotografia di Roma, hai una casa editrice (Punctum ), sei il consulente per la fotografia del nuovo Palaexpo … ma quando trovi il tempo per scattare?
Fortunatamente ho validi collaboratori che lavorano con me…
Se dovessi farti fare un ritratto quale fotografo sceglieresti?
Forse lo chiederei ad August Sander ma purtroppo non c'è più. Per fortuna oggi esistono tanti ritrattisti bravi… forse in questo momento preferirei un ritratto di Guy Tillim .
Cosa significa per te oggi fotografare? E' cambiato il tuo concetto di fotografia rispetto a quando hai iniziato…
Quando ho iniziato ero più stupidamente estremista. Quello che vorrei oggi è fare qualcosa che testimoni cosa ho visto nella vita, le persone che ho incontrato e perché ho deciso di fotografarle proprio in quel modo. Una sorta di lotta contro l'oblio, qualcosa di totalmente filosofico
Quale pensi che sia la funzione della fotografia?
Quella di far pensare: di tradurre dei pensieri e delle vite in immagini. Di testimoniare e di farlo nel modo più diretto possibile, senza passaggi elaborazioni o sporcature, come per esempio succede nel caso della pubblicità o di un certo giornalismo di serie b. Emozionare testimoniare e portare avanti una battaglia è per la verità, queste sono le funzioni della fotografia oggi.  

Marco Delogu si prepara all'importante Festival, che si terrà a Roma dal 6 aprile al 3 giugno 2008, e ha fornito alcune anticipazioni su questa sesta edizione. Quest'anno il tema portante del Festival è il Racconto del Quotidiano. Come ogni anno sono previste numerose mostre dedicate a fotografi italiani e stranieri, tra questi il sudafricano Guy Tillim e Gabriele Basilico . Una mostra sarà dedicata anche alla fotografa Lee Miller , compagna e musa di Man Ray .   

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!