Blow up sul mondo della fotografia
Nella sua autobiografia Un lavoro d'amore , la fotografa australiana Anne Geddes famosa per i suoi tenerissimi bebè, racconta se stessa e il suo creativo ed originale lavoro di artista dell'immagine.
Ha realizzato diversi libri con le sue famose fotografie dedicate ai bebè, alcuni dei quali sono diventati dei best seller. Cosa l'ha spinta a realizzare una autobiografia?
L'intento di Un lavoro d'amore è quello di dare ai lettori una panoramica sul mio lavoro e soprattutto l'occasione far conoscere più a fondo chi c'è dietro queste fotografie. Fotografare esclusivamente bambini è molto gratificante e in un certo senso rappresenta una vera e propria sfida. A un certo punto della mia carriera e della mia vita sentivo il bisogno di condividere i motivi che mi spingono a fare questo lavoro. Spesso la gente ha dei preconcetti sui chi è famoso, a volte mi capita di incontrare persone che mi dicono "Però, la immaginavo completamente diversa!" e queste reazioni mi meravigliano molto. I bambini per me sono un soggetto di incredibile emotività e svolgo il mio lavoro con passione. Attraverso gli anni ho capito che i bebè sono persone speciali. Il poeta cileno Pablo Neruda diceva "Possono tagliare tutti fiori ma non possono fermare la primavera", e questo è quello che i neonati rappresentano per me: la nostra eterna possibilità di un nuovo inizio. Loro sono il nostro futuro così puro, perfetto ed innocente e pieno di speranze, per questo devono essere protetti amati e cresciuti con amore!
Cosa ha imparato in più su se stessa scrivendo questo libro?
Dal punto di vista professionale pubblicare un libro è una esperienza interessante ed appagante. Parlando invece dal punto di vista emotivo quello che mi ha sorpreso è stato ripercorrere il mio passato e le diverse fasi della mia vita, questo mi ha aiutata a capire di più perché fotografo bambini e il vero significato che c'è dietro ai miei lavori.
Cosa l'ha spinta a diventare una fotografa?
Da piccola ho sempre avuto il presentimento che il futuro mi avrebbe riservato qualcosa di speciale. Sono cresciuta negli anni ‘50 e ‘60 leggendo giornali come il National Geographic e Life e apprezzandone i contenuti fotografici. Quando avevo 18 anni andai in Nuova Zelanda per la prima volta e cominciai a scattare centinaia di fotocercando di osservare ed apprezzare le diverse sfumature della luce naturale. La mia passione per la fotografia da quel momento ha cominciato a crescere lentamente.Qualche tempo dopo mi sono sposata e finalmente, intorno ai venticinque anni, ho avuto il coraggio di trasformare la mia passione in un lavoro e ho cominciato a fare ritratti ai più piccoli: il mio scopo principale in quel momento era di catturare non l'immagine del singolo bebè ma la sua essenza.
Perché i bambini?
Adoro letteralmente i bambini! Per me i piccoli rappresentano la speranza. Sono così incredibilmente belli e come artista li trovo una fonte inesauribile di ispirazione. Sono loro i veri cittadini del mondo, senza nessuna traccia di preconcetti, odi razziali, rivalità politiche o intolleranze religiose. Dal primo momento che ho impugnato in modo professionale la macchina fotografica non ho desiderato fotografare altro! All'inizio della mia carriera la gente pensava che fotografassi bebè solo perché ero una donna. Altri fotografi mi dicevano che i bimbi non erano un soggetto artistico. Personalmente non riesco a pensare ad un soggetto più importante, gratificante e significativo!
Cosa serve per rendere una semplice fotografia "arte"?
Secondo me una fotografia rappresenta una forma d'arte quando stimola chi la guarda a vedere il mondo in modo diverso, da un altro punto di vista. L'essenza di un bel ritratto per me è rappresentata dalla magia e dalla energia che ogni bambino riesce a trasmettere.
Cosa pensa che le sue immagini rappresentino per gli altri?
Molta gente mi dice che ogni mattina visita il mio sito per cominciare in modo positivo la giornata, e questo dimostra l'energia che c'è dietro i miei piccoli soggetti. Le nostre vite sono frenetiche e piene di lavoro e molti, me compresa, hanno il bisogno di trovare ogni tanto un momento di calma, equilibrio e relax. Spero che i bebè delle mie immagini riescano a portare un messaggio di speranza e positività per il futuro. I bambini parlano un linguaggio universale: in ogni parte del mondo il legame tra un neonato e la sua mamma ha la stessa identica forza!
continua...
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